Terapia Medica

Viviamo un epoca di grandi progressi:

fino a poco tempo fa con l’aiuto dei soli farmaci non era possibile controllare con efficacia l’infiammazione delle vie aeree nel loro complessi; le evoluzioni nelle conoscenze farmacologiche ed immunologiche ci consentono invece oggi di annullare l’infiammazione con effetti benefici in termini di riduzione delle secrezioni, miglioramento dei flussi aerei e controllo dell’asma spesso associata alle sindromi respiratorie delle alte vie aeree.Continua

Qual è la soluzione meno invasiva?

Turbinati, Riniti Allergiche, Sinusiti, Poliposi nasale, Adenoidi, Tonsille,  Setto nasale, Russamento, Tuba di Eustachio, Orecchio medio, Laringe…

Dott.Lino Di Rienzo Businco, Otorinolaringoiatra-Roma, Presidente SIDERO-onlus

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Laser CO2

Il raggio Laser CO2 agisce sui tessuti attraverso un processo di riscaldamento (Effetto termico) di circa 200 gradi.

L’energia del Laser è assorbita dai tessuti e trasformata in calore; si genera così una coagulazione delle proteine tissutali, che determina una cicatrizzazione dei vasi sanguigni ed una vaporizzazione dei fluidi cellulari.

Per tale motivo il fascio Laser determina una ustione sulle mucose delle prime vie aeree e tale effetto, desiderabile in campo oncologico per maggiore “sterilizzazione” della parte trattata, rappresenta un problema nella terapia di affezioni funzionali delle prime vie respiratorie.

I Laser di nuova generazione cercano di risolvere il problema con fasci sempre più collimati, anche se resta grande la differenza con le metodiche a radiofrequenza caratterizzate da basse temperature.

Sinuplastica dilatativa Balloon

Recentemente, una nuova tecnologia americana d’avanguardia per il trattamento delle rinosinusiti croniche con ristagno di muco all’interno dei seni paranasali è stata introdotta ad integrazione o, spesso, in sostituzione della classica FESS (Chirurgia Endoscopica Funzionale dei Seni Paranasali).

Si tratta appunto della sinuplastica dilatativa, realizzata mediante un palloncino (balloon) che viene gonfiato all’interno del seno coinvolto dall’infiammazione, consentendo in questo modo il rapido drenaggio e la guarigione della sinusite stessa.

È una metodica indolore e minimamente invasiva, che possiamo definire di “chirurgia gentile”, in luogo della più generica dizione di “chirurgia”, che evoca, consciamente o inconsciamente, immagini cruente.

La metodica, infatti, non prevede né tagli, né applicazione di tamponi nasali, né perdita di sangue, riducendo così al minimo i disagi per il paziente. La sinuplastica ha rivoluzionato i vecchi interventi che erano molto invasivi e ad alto impatto intra e postoperatorio per il paziente; interventi che, erano spesso rifiutati dai pazienti, specie in età pediatrica. La sinuplastica con balloon può essere invece eseguita, senza rischi, su tutti i pazienti, anche in concomitanza con terapie mediche nasali o generali in corso per la sinusite stessa.

L’otorinolaringoiatra effettua una dilatazione delle aperture naturali dei seni paranasali attraverso il gonfiaggio a pressione di un palloncino specifico. Questa apertura funzionale degli osti dei seni consente il rispetto della mucosa circostante – che non viene in alcun modo tagliata o strappata – e ripristina il corretto drenaggio fisiologico sinusale e la sua ventilazione.

Un ulteriore sviluppo di questa tecnologia ci consente oggi di lasciare all’interno del seno trattato un sottile palloncino, lo stratus, che contiene una riserva di farmaco steroideo a lento rilascio: un vero e proprio stenting che mantiene aperti gli osti ottenuti dopo la sinuplastica dilatativa, facilmente rimovibile in ambulatorio dopo 28 giorni.

La tecnologia dilatativa a palloncino, come detto, può essere impiegata da sola o integrata, se necessario, nell’ambito di un trattamento endoscopico FESS, con i microdebrider (piccole frese rotanti aspirative per l’asportazione dei polipi) o con la tecnologia a Risonanza Quantica Molecolare (RQM) per la decongestione dei turbinati, che impiega solo fasci di radiofrequenze in grado di generare l’effetto della “risonanza” sui legami molecolari senza causare il relativo danno mucoso, e quindi senza sangue ne tamponi.

 

Nuova metodica di Tubo-Dilatazione con palloncino per le disfunzioni tubariche

Prof. Lino Di Rienzo Businco, Dirigente U.O. Otorinolaringoiatria, Ospedale S.Spirito-ASL RME, Roma

L’estate, periodo di vacanza, ci porta di frequente a viaggi aerei e magari  a successive immersioni subacquee o escursioni montane in quota. Tali escursioni di pressione possono determinare l’insorgenza di forti dolori all’orecchio accompagnati da fastidiosi ovattamenti auricolari, specie in soggetti predisposti in quanto sofferenti di riniti e difficoltosa respirazione nasale. Questa condizione è denominata disfunzione tubarica ed è stata tradizionalmente trattata con le uniche possibilità a disposizione, cioè sedute ripetute e di lunga durata di insufflazioni tubariche di aria in ambiente termale, con risultati spesso solo parziali. Tali terapie inalatorie termali prevedono di sottoporre i pazienti a ripetute terapie invasive e gravate dal discomfort/dolore legato all’introduzione quotidiana (per 10-12 giorni complessivi) di una cannula rigida dal naso sino a raggiungere l’orificio tubarico.

La tuba di Eustachio è infatti il canale di collegamento tra naso e orecchio medio, e la sua funzione è preziosa per la salute dell’orecchio e per la prevenzione di molte patologie potenzialmente gravi oltre che invalidanti per una vita sociale normale. La disfunzione ostruttiva della tuba è un difetto cronico funzionale per il quale le capacità di regolare aerazione, ventilazione ed auto pulizia dell’orecchio medio sono limitate. Il sintomo principale e l’abbassamento uditivo con necessità di eseguire frequentemente manovre di compensazione (Valsalva) con il naso chiuso, alla ricerca di ottenere una canalizzazione che liberi dal fastidioso senso di ovattamento auricolare.
Le conseguenze di tale disfunzione includono lo sviluppo di otiti croniche che sono mantenute attive proprio da cattivo funzionamento e ventilazione della tuba, e che possono portare alla distruzione delle strutture dell’orecchio medio con perdita di udito.

Un concetto terapeutico totalmente innovativo è stato introdotto quest’anno in Italia per il trattamento della disfunzione cronica della tuba, utilizzando un catetere con palloncino distale gonfiabile, che viene introdotto nella tuba utilizzando uno speciale microendoscopio. Il microendoscopio è progettato in modo da permettere che il catetere per la dilatazione possa essere introdotto nella tuba in maniera controllata e delicata senza danneggiare alcuna struttura e in completa sicurezza. Questa procedura è minimamente invasiva ed estremamente delicata per il paziente. 

Il principio del trattamento è similare a quello della dilatazione con palloncino nelle stenosi vascolari e recentemente è stato utilizzato per il trattamento delle sinusiti ostruttive croniche. Tutti i casi da noi sottoposti a tubo-dilatazione con palloncino hanno dimostrato grande efficacia ed assenza di effetti collaterali, con rapido miglioramento dei sintomi ostruttivi auricolari dei pazienti. 

L’utilizzo di questa tecnologia, che consente la dilatazione della tuba di Eustachio, rappresenta la prima vera alternativa nel trattamento delle infiammazioni croniche dell’orecchio medio, nello specifico le disfunzioni della tuba di Eustachio e le patologie ad essa correlate, aprendo una nuova strada per la risoluzione definitiva ed atraumatica del problema .

 

LA TECNICA CHIRURGICA ENDOSCOPICA

Per iniziare, viene posizionato un catetere opportunamente modificato adiacente all’ostio faringeo della tuba di Eustachio utilizzando la visuale endoscopica della parete laterale dell’epifaringe. Questo catetere, con un palloncino sulla punta distale, viene spinto attraverso il canale operativo del microendoscopio e delicatamente avanzato nella tuba. Una volta posizionato il palloncino all’interno della tuba, questo viene gonfiato con soluzione fisiologica fino ad ottenere la dilatazione necessaria e successivamente il catetere viene rimosso endoscopicamente per terminare la procedura. Al termine del trattamento il paziente non presenta alcun dolore né sanguinamento, non necessita di tamponi nasali, e puo tornare alle normali attività senza necessità di alcuna  convalescenza. I risultati benefici saranno apprezzabili progressivamente nei giorni successivi al trattamento e la compensazione dell’orecchio sarà notevolmente migliorata e facilitata. Quando necessario si può associare il trattamento di tubo-dilatazione balloon con la decongestione endoscopica mini invasiva dei turbinati con tecnica a radiofrequenze a risonanza quantica molecolare (senza produzione di calore, senza dolore o lesioni mucosali) al fine di grantire il miglior afflusso di aria nella porzione profonda delle fosse nasali sino all’apertura nasale delle tube di Eustachio.

 

 

 

Ricostruzione dei turbinati

Da alcuni anni è stata introdotta una metodica per la ricostruzione dei turbinati danneggiati dalla chirurgia tradizionale demolitiva, basata sull’impiego di materiali eterologhi biocompatibili o grasso autologo prelevato dallo stesso paziente, con risultati molto incoraggianti.Continua

Turbinoplastica Media

Nel bilancio spaziale e funzionale nasale dei pazienti sofferenti di ostruzione nasale, capita di imbattersi in una ipertrofia a carico dei turbinati medi situati nella parte alta del naso, con o senza presenza di una vera e propria concha bullosa degli stessi.

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Decongestione sottomucosa dei turbinati inferiori

E’ una procedura mini-invasiva molto efficace e ben tollerata dai pazienti, che consente al paziente un rapido recupero della respirazione rispettando la superficie mucosa del turbinato e le sue preziose funzioni (vedi S.I.S. procedure).Continua

Tecniche in comparazione

1) TONSILLECTOMIA COBLATOR Vs tecniche tradizionali:
necessari 3-4 ferri chirurgici (contro 15-20)
tempo di esecuzione medio: 20-30 minuti (circa identico)
minore perdita di sangue con coblator
minore dolore con coblator
maggiore rispetto della mucosa orale circostante sana con coblator
piu rapido recupero alle normali attività con coblator
minor consumo di farmaci analgesici nel periodo postoperatorio
Eseguibile in tutte le fasce di età

2) ADENOIDECTOMIA COBLATOR Vs tecniche tradizionali:
Assenza di sanguinamento con coblator (copioso con le altre tecniche)
Possibilità di visione diretta endoscopica con tecnica coblator (intervento alla cieca con le tecniche tradizionali)
Possibile accesso a tutte le aree adenoidee sino all’apertura delle tube auricolari (inaccessibili con le altre tecniche)
Minor rischio di complicanze con coblator
Eseguibile in tutte le fasce di età

3) DECONGESTIONE SOTTOMUCOSA DEI TURBINATI COBLATOR Vs tecniche tradizionali:
Rispetto della mucosa nasale (danno mucoso piu o meno esteso con le altre tecniche)
Assenza di sanguinamento con coblator (spesso presente con le altre tecniche)
Non necessità di tamponi nasali (spesso necessari con le altre tecniche)
Assenza di dolore (molto dolorose le altre tecniche)
Guarigione più rapida (più lunga e fastidiosa con le altre tecniche, con formazione di croste)
Assenza di bruciature della mucosa (bruciature più o meno estese con le altre tecniche)
Possibile accesso a tutte le aree del turbinato (spesso inaccessibili con le altre tecniche)
Minor rischio di complicanze con coblator
Eseguibile in tutte le fasce di età (nuovo manipolo pediatrico per turbinati)

4) INTERVENTO PER IL RUSSAMENTO SUL PALATO CON COBLATOR Vs tecniche tradizionali:
necessari 2-3 ferri chirurgici (contro 10-15 dell’intervento a lama fredda)
tempo di esecuzione medio: 10 minuti (maggiore con le altre tecniche)
minima perdita di sangue con coblator (molto sanguinamento con le tecniche tradizionali)
minore dolore con coblator
maggiore rispetto della mucosa circostante sana con coblator
piu rapido recupero alle normali attività e normale alimentazione con coblator
minor consumo di farmaci analgesici nel periodo postoperatorio