Orecchie e Naso: Arriva una chirurgia ad hoc a ridotta invasività

  Categoria: Rassegna stampa

di Luca Tringali

Ridottinvasività. Proprio così, una parola sola per la nuova frontiera della chirurgia otorinolaringoiatrica, per naso, gola, orecchio. Scordiamoci tamponi, sanguinamenti e lunghe degenze. A beneficiarne sono le tante persone con problemi di setto nasale deviato, turbinati ipertrofici, adenoidi ingrossate e tonsille frequentemente infiammate. Ad attenderli, in sala operatoria, ci sono tecnologie che rispettano i tessuti sani, riducono al minimo dolore, anestesia e convalescenza. Una chirurgia “a basso impatto emotivo”, che non stressa il paziente e incide positivamente sui costi complessivi di gestione. E per gli allergici, grandi protagonisti della primavera, ci sono novità? “Certamente, anche per loro la Ridottinvasività è di aiuto. Questa “chirurgia gentile”, infatti, può essere complementare ai nuovi vaccini antiallergici. Con la maggiore efficacia raggiunta dalle procedure mininvasive siamo oggi in grado di ridurre, e talvolta eliminare, anche i sintomi allergici con tutto il carico farmacologico e gli effetti collaterali, diretti e indiretti, che incidevano sulla qualità della vita di questi pazienti”. A parlare così è Lino Di Rienzo Businco, uno dei pionieri italiani della Ridottinvasività. Presiede la SIDERO, un sodalizio scientifico che si occupa di diffondere l’Endoscopia e la Ridottinvasività operatoria. Popular Science lo ha intervistato per un breve viaggio intorno ai concetti fondamentali di questa tecnica.

 

 

Se presenti uno o più
di questi
sintomi, forse
necessiti di una visita
speciali
stica
dall’otori
nolaringoiatra!
 

 

Popular Science: Quali i vantaggi per il paziente e quali le percentuali di successo con questa nuova metodica?

Lino Di Rienzo Businco: I vantaggi sono tutti riconducibili alla sua bassa invasività: assenza di dolore, nessun sanguinamento o necessità di tamponi nasali, trattamenti in day-hospital e rapido ripristino delle normali attività quoti- diane. Si torna al lavoro o a scuola entro 24 ore. A differenza del passato e delle tecniche chirur- giche precedenti, oggi è sufficiente un singolo trattamento per risolvere definitivamente le patologie del naso e delle Tube di Eustachio..

 

PS: Come funziona?

LDRB: La tecnica si basa sull’uso ultra selettivo delle radiofrequenze. Questa energia sublima le cellule, trasformandole in una leggera neb- biolina. Le radiofrequenze, erogate attraverso manipoli specifici solo sui tessuti da trattare e al di sotto delle parti sane e funzionali, riduco- no in modo definitivo il volume della stenosi, riportando il paziente a respirare bene. Il pal- loncino, detto balloon, completa l’opera, dilatan- do, sempre in maniera selettiva, la stenosi da cui è affetto il paziente. Se si tratta dell’orecchio, il baloon dilaterà la Tuba di Eustachio, mentre se la stenosi è a carico dei seni paranasali, lo strumento permetterà al chirurgo di trattare patologie infiammatorie come le sinusiti. Con la radiofrequenza di terza generazione a Riso- nanza Quantica Molecolare, inoltre, è possi- bile trattare l’ipertrofia delle mucose nasali e dell’apertura della tuba auricolare senza danno termico e dolore. In tal modo si ripristina con- temporaneamente, ed in pochissimi minuti, la corretta ventilazione naturale del naso e della Tromba di Eustachio. È sufficiente un’unica seduta in Day-hospital. Il palloncino – intro- dotto per via endoscopica attraverso i canali naturali, senza bisogno di tagli o demolizioni e senza sanguinamenti – dilata in modo mini-in- vasivo il canale di comunicazione tra naso e orecchio medio, consentendo il drenaggio e la ventilazione dell’orecchio stesso. Le patologie che possono giovare di questa tecnica sono la disfunzione tubarica, ovvero la sensazione di orecchio chiuso, con necessità di compensare a causa del dolore ai cambi di pressione esterna e l’ipertrofia dei turbinati, con o senza sinusite.

 

PS: Quindi possiamo dare buone notizie a piloti e sub?

LDRB: Certo e non solo. Molte persone che, per lavoro, si espongono a frequenti sbalzi di pressurizzazione – pensiamo a coloro che viaggiano sui treni ad alta velocità – soffrono di patologie che coinvolgono il naso e l’orecchio. Ne abbiamo già trattati molti, con una risposta estremamente positiva, soprattutto in termini di un rapido recupero alle loro attività profes- sionali o ludiche. Il profilo di sicurezza è molto elevato: non abbiamo mai riscontrato effetti collaterali sia nel trattamento degli adulti, che dei bambini.

 

PS: Quali le prospettive terapeutiche a medio e lungo termine?

LDRB: Le nuove frontiere sono costituite dalla ulteriore miniaturizzazione dello strumenta- rio e dalla possibilità di trattare pazienti già sottoposti a precedenti chirurgie demolitive, per consentire loro di recuperare la funzione perduta o danneggiata a causa della grande invasività dei vecchi interventi. In particola- re la Scuola Italiana, anche presso il nostro Centro, sta oggi sperimentando, con risultati preliminari molto incoraggianti, la rigenera- zione con precursori delle cellule staminali e tessuto adiposo per la riparazione dei danni sulla delicata mucosa respiratoria nasale pre- cedentemente operata o lesionata dall’abuso di sostanze somministrate per via inalatoria. Prevediamo di pubblicare le nostre esperienze tra qualche mese.

 

 PS: Si sa abbastanza delle allergie, ma ancora poco delle patologie di orecchio e naso. Perché?

LDRB: Le patologie respiratorie rinosinusa- li, non essendo associate né a mortalità né a lunga ospedalizzazione, vengono talvolta considerate di importanza secondaria, ma rappresentano un problema sanitario globale che interessa fino al 35% della popolazione dei Paesi industrializzati. E il trend è in costante aumento. In molti stati la prevalenza delle patologie respiratorie della alte vie aeree è superiore al 50%. Colpiscono soggetti di tutte le età, etnia e classe socio-economica. Circa 500 milioni di perso- ne ne soffrono in tutto il mondo. L’impatto economico della rinosinusite è poco indagato e probabilmente sottostimato per il fatto che i costi delle terapie non sono, per il singolo paziente, molto elevati. Per fare un esempio, solo negli Stati Uniti si parla di un costo sociale pari a molte decine di miliardi di dollari l’anno, in termini di giornate di lavoro perse a causa di questi problemi. Sul banco degli imputati siedo- no soprattutto le rinosinusiti acute o croniche riacutizzate, con il loro corteo sintomatologico di ostruzione nasale, dolore, secrezioni, con- giuntiviti e stati ansiosi. È interessante anche notare che, sempre negli Stati Uniti, in caso di presenza forzata al lavoro, le stesse patolo- gie arrecano un danno economico maggiore, divenendo responsabili di scarso rendimento, contagio e maggior rischio di errori e incidenti. Ma i disturbi respiratori rinosinusali possono anche essere la spia di altre patologie.

 

PS: Quali?

LDRB: Stati d’ansia, affaticamento, disturbi di concentrazione e del sonno, possono dipendere da problematiche respiratorie. Le sindromi respiratorie hanno ricadute dannose anche sull’apparto cardiocircolatorio e polmonare. Una diagnosi corretta e precoce permette al paziente di non danneggiare irri- mediabilmente le altre funzioni fisiologiche sot- toposte a stress dalle sindromi respiratorie, con un conseguente miglioramento della qualità della vita e risparmio sulla spesa farmaceutica. La SIDERO si è posta il problema di aiutare chi soffre di questi disturbi ad avere un orienta- mento diagnostico. Ne è nato un questionario, che abbiamo chia- mato Sidero-Businco, che fornisce informazio- ni fisico-psicologiche, sia oggettive che sogget- tive, che permettono al medico e al paziente di prendere coscienza dello sviluppo dei sintomi e delle loro possibili cause, di quantificarne l’im- patto e l’evoluzione nel tempo. Non esistono al momento altri strumenti di screening completi ed onnicomprensivi come questo questionario, scaricabile dal sito www.sideronlus.it.