Otite media secretiva ed allergia: analisi retrospettiva della nostra casistica

  Categoria: Orecchio

La reale incidenza della patologia allergica nell’otite media secretiva (OMS) è in letteratura ancora oggi dibattuta. Riteniamo pertanto utile riportare la nostra esperienza sull’incidenza delle allergopatie respiratorie in un gruppo di  pazienti affetti da OMS.

MATERIALI E METODI
Abbiamo incluso nello studio 80 pazienti consecutivi affetti da OMS (età 4-38 aa, mediana 9 aa, 27 f-53 m) dopo visita ORL con otoendoscopia ed esame audioimpedenzometrico. I requisiti per l’inclusione nel gruppo di studio erano un quadro otoscopico di retrazione timpanica con versamento mucocatarrale, in presenza di dati impedenzometrici indicativi di ridotta compliance del sistema timpano-ossiculare (timpanogramma piatto di tipo B) ed assenza dei riflessi cocleo-stapediali. Tali i pazienti sono stati sottoposti a valutazione allergologica mediante prick test, RAST e PRIST per un pannello completo di allergeni inalanti. Ogni paziente è stato inoltre studiato con emocromo, VES e dosaggio delle immunoglobuline sieriche (IgA, IgM, IgG) per valutare l’influenza di eventuali patologie concomitanti.

RISULTATI
Il 73.7%  dei pazienti (59) ha mostrato negatività a tutti i test allergodiagnostici. Il rimanente 26.3% (21) era così diviso: 10 pazienti hanno riportato isolati valori elevati di IgE totali al PRIST senza altri sintomi, 4 sono risultati positivi al prick test ed al PRIST e RAST per le graminacee e parietaria in assenza di manifestazioni cliniche ed anamnestiche significative, 4 erano affetti da rinite allergica persistente di moderata entità per l’acaro della polvere e per il polline di graminacee, 3 hanno riportato valori elevati al RAST per graminacee olivo e cipresso in assenza di sintomi. I restanti esami sierologici effettuati sono risultati nei limiti della norma in tutti i pazienti studiati.

CONCLUSIONI
La grande maggioranza dei pazienti non ha mostrato sintomi ne alterazioni ai test diagnostici indicativi di malattie allergiche. Inoltre i 10 pazienti che hanno riportato elevati livelli di IgE al PRIST e i 4 pazienti positivi a prick e RAST per graminacee e parietaria possono essere considerati dei falsi positivi o, specie per i 3 pazienti positivi solo al RAST, delle sensibilizzazioni subcliniche. La correlazione tra manifestazioni cliniche e risultati dei test allergodiagnostici è infatti a nostro parere determinante per stabilire un rapporto causale tra allergia e OMS. Solo 4 pazienti presentavano rinite allergica persistente ma tale condizione era insorta anamnesticamente in un tempo successivo rispetto all’OMS. Pertanto è possibile ipotizzare che nei nostri pazienti l’OMS sia stata solo riacutizzata dalla rinite e non sia una conseguenza diretta della stessa. L’analisi della nostra casistica consente di affermare che la malattia allergica non è causa diretta dell’OMS, con eccezione per alcuni pazienti affetti da rinite in cui non si può escludere un’influenza della stessa come causa primitiva o fattore predisponente per le riacutizzazioni, attraverso una disfunzione dell’unità rinofaringo-tubarica.